17 giugno 2009

Il CENSIS e i giovani

Una delle notizie che da stamattina rimbalza nei notiziari e nei quotidiani riguarda la presentazione dell'indagine del CENSIS sui giovani (15-30 anni), realizzata per conto dell’Osservatorio Europeo sui Giovani e presentata oggi. Ovviamente notizia "orientata" e che ne evidenzia alcuni risultati rispetto ad altri a seconda della visione della testata che la propone..
Per me vale sempre la formula per la quale di una notizia bisogna sempre leggerne e sentirne tutte le versioni (don Milani.. chi era costui?)..
oppure leggerne la fonte direttame
nte che trovate qui




" I Giornali! ... I giornali inventano la metà di quello che scrivono! Se poi aggiungi che non scrivono la metà di quello che succede, ne consegue che i giornali non esistono! "






dall'indagine CENSIS:
"Oggi, le generazioni degli adulti non si interrogano più sul "se" e sul "come" potrebbe essere disegnato il futuro: questo fa mancare ai giovani gli stimoli e le provocazioni necessari per elaborare un proprio progetto di vita. Né essi riescono più a cogliere e a sfruttare il potenziale di rivoluzione permanente che la loro età potrebbe indurre e che - soltanto uno o due decenni fa - costituiva per molti ragazzi, un imperativo diffuso."
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16 giugno 2009

Referendum 21 e 22 giugno 2009

Premessa: Il referendum indica lo strumento attraverso cui il corpo elettorale viene consultato direttamente su temi specifici; esso è uno strumento di democrazia diretta, consente cioè agli elettori di fornire - senza intermediari - il proprio parere su un tema oggetto di discussione.
Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all'art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana. L'esito referendario, espressione di questa sovranità, è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.

QUESITI 1 E 2 (CAMERA & SENATO)
Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Si realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in Inghilterra, in Francia e in Spagna. Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti.

QUESITO 3 (CANDIDATURE MULTIPLE)
Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà la pratica abusata di presentare ovunque candidati “acchiappa-voti” (normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve andare al Parlamento sia prima delle elzioni, sia (mediante questa pratica abusata) all'indomani del voto.

due obiezioni e due risposte
- Il referendum è inutile perché non cancella le liste bloccate.
E’ vero che non cancella questo sconcio. Purtroppo non è possibile farlo con un referendum. Ma questo è il referendum contro la "legge-porcata” di Calderoli (costui ora è Ministro per la Semplificazione normativa!!!!), e se passerà il suo significato politico sarà questo: il Parlamento sarà costretto a fare le riforme che oggi non vuole fare. Sarà una scossa che rimetterà in moto le cose. A suo tempo neanche l'elezione diretta del sindaco era tra i quesiti (anche quella non poteva esserci), ma la vittoria del sì nel '92 obbligò il Parlamento a vararla. Della “porcata” il referendum cancella invece un’altra vergogna, la possibilità di candidature multiple.

- Il referendum fa spendere soldi.
La democrazia ha i suoi costi. Vogliamo rinunciare alla democrazia per risparmiare qualcosa? Mussolini diceva che le elezioni costano caro, e infatti per vent’anni non le ha più fatte. Ma attenzione, se si fosse accolta la richiesta di votare nello stesso giorno, il 6 e il 7 giugno, europee, amministrative e referendum, si sarebbero risparmiati ben 400 milioni di euro. E’ stata la Lega a impedire questo e ad addossare alla collettività un costo enorme.
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15 giugno 2009

La voce dei giovani

La nuova legge regionale sulle politiche giovanili (L.R. 17/2008) ha istituito il Forum Regionale dei Giovani, finalmente un organo consultivo di rappresentanza con lo scopo preciso di creare uno spazio di confronto tra le istituzioni regionali ed i giovani per una compartecipazione alla formazione delle politiche giovanili.
Per chi ha dai 15 ai 29 e non si sente rappresentato dalla propria Regione, o semplicemente pensa si possa agire meglio o ritiene comunque che troppo poco venga fatto pensando ai bisogni e alle necessità di questa fascia d'età che sempre più sembra allontanarsi dalla politica perchè disillusa e assuefatta dal "tanto no cambia gnent" pensiero, è finalmente arrivata l'opportunità di far sentire la propria voce e contribuire affinchè le politiche giovanili diventino specchio reale del mondo reale che c'è fuori.

C'è un gruppo aperto a tutti i giovani dell'area coneglianese, in cui rientra anche Gaiarine, che ha istituito un forum di sperimentazione su invito dell'Ulss 7 per lavorare alla costituzione del Forum dei Giovani dell'ULSS 7.
Se avete qualcosa da dire o volete anche solo ascoltare, il prossimo incontro è mercoledì 17 giugno a Conegliano, sopra la stazione dei treni (sede del Progetto Giovani Conegliano) alle ore 20.45.

Date un'occhiata anche al sito www.faceproject.tk.

L'iniziativa è davvero positiva, non lasciamola cadere nel vuoto.
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13 giugno 2009

Più voci sono meglio di una sola linea, ovvero polilogia vò cercando...

In questi mesi, discutendo delle attività foraxfora, mi sono sentito più volte rivolgere domande del tipo: "Chi è il vostro leader?" "Chi detta la linea del gruppo?".
Sono domande comprensibili ma, in fondo, sbagliate.
Quando ci definiamo
gruppo di cittadinanza attiva intendiamo un gruppo di persone diverse, con idee diverse, che discutono e lavorano insieme.
In foraxfora possono coesistere idee di orientamento diverso. La cosa veramente importante è il dibattito. Tutte/i devono potere far sentire la propria voce. Si crea quindi una situazione in cui coesistono più voci. La linea del gruppo si forma avendo cura di mantenere il dibattito, interno ed esterno, il più aperto possibile.
In parole povere
tutte/i possono usare foraxfora come canale di espressione. Questo contribuisce a dare contenuti al dibattito.
Lasciar esprimere sul nostro blog chi prende parte alla competizione elettorale può far credere che la linea del gruppo si sposti verso chi prende la parola, ma così non è.
C'è infatti un momento preciso in cui la linea del gruppo si definisce (sempre in modo plurale e aperto), ed è quando ci riuniamo per discutere faccia a faccia. E anche le nostre riunioni sono sempre aperte, a chiunque.
In questo senso
foraxfora è un esperimento di polilogia (che appunto significa più discorsi, più voci), che speriamo porti risultati positivi nella politica gaiarinese. Ed è una sperimentazione che, secondo noi e molte/i concittadine/i, in questi primi mesi di vita sta già funzionando.

Per chiudere questo breve intervento, spero di rendere ulteriormente comprensibile questa nostra particolare modalità di funzionamento, riportando le riflessioni di Vaclav Belohradsky, appunto sulla polilogia.
"Con la parola “polilogia” voglio indicare la condizione permanente di pluralità tra i linguaggi e i vocabolari che danno luogo a versioni alternative del mondo. Essa è costruita sul modello della parola “poliarchia” che indica “un regime politico nel quale il potere è nelle mani di molti” (dal gr. polyarkhía, comp. di poly- 'poli-).
Nello spazio pubblico questi linguaggi non sono ordinati gerarchicamente dall’alto al basso o dal sacro al profano; sono invece in un’incessante competizione e si intrecciano in modi imprevedibili e incontrollabili.
[...]
In uno spazio polilogico è difficile che possa sopravvivere un’opinione irrazionale, poichè tutti i cittadini sono coinvolti in un continuo sforzo di tradurre in tanti linguaggi alternativi (volgarizzare o divulgare) ciò che esperiscono come essenziale in un linguaggio. [...] In uno spazio polilogico un’opinione è legittima nella misura in cui è riuscita a resistere alla competizione tra i linguaggi alternativi, tutti dotati di una loro specifica e legittima pretesa alla verità.
[...]
La polilogia spinge i cittadini a ricodificare in continuazione il contenuto delle proprie esperienze per renderle comunicabili a tutti nello spazio pubblico. Così sono pure costretti a prendere coscienza della relatività dei propri punti di vista. Dobbiamo difendere la polilogia, assieme alla sociodiversità e la biodiversità, come una risorsa essenziale per trovare le soluzioni sostenibili dei problemi creati dalla crescente complessità della società ad alta differenziazione funzionale."
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10 giugno 2009

Basta parlare di vincitori e vinti, parliamo di DEMOCRAZIA

NORBERTO BOBBIO A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA SCRIVEVA:

"Quando parliamo di democrazia, non ci riferiamo soltanto a un insieme di istituzioni, ma indichiamo anche una generale concezione della vita. Nella democrazia siamo impegnati non soltanto come cittadini aventi certi diritti e certi doveri, ma anche come uomini che debbono ispirarsi a un certo modo di vivere e di comportarsi con se stessi e con gli altri.
Come regime politico la democrazia moderna è fondata sul riconoscimento e la garanzia della libertà sotto tre aspetti fondamentali: la libertà civile, la libertà politica e la libertà sociale. Per libertà civile s’intende la facoltà, attribuita ad ogni cittadino, di fare scelte personali senza ingerenza da parte dei pubblici poteri, in quei campi della vita spirituale ed economica, entro i quali si spiega, si esprime, si rafforza la personalità di ciascuno. Attraverso la libertà politica, che è il diritto di partecipare direttamente o indirettamente alla formazione delle leggi, viene riconosciuto al cittadino il potere di contribuire alle scelte politiche che determinano l’orientamento del governo, e di discutere e magari di modificare le scelte politiche fatte da altri, in modo che il potere politico perda il carattere odioso di oppressione dall’alto. Inoltre, oggi siamo convinti che libertà civile e libertà politica siano nomi vani qualora non vengano integrate dalla libertà sociale, che sola può dare al cittadino un potere effettivo e non solo astratto o formale, e gli consente di soddisfare i propri bisogni fondamentali e di sviluppare le proprie capacità naturali.
Queste tre libertà sono l’espressione di una compiuta concezione della vita e della storia, della più alta e umanamente più ricca concezione della vita e della storia che gli uomini abbiano creato nel corso dei secoli. Dietro la libertà civile c’è il riconoscimento dell’uomo come persona, e quindi il principio che società giusta è soltanto quella in cui il potere dello stato ha dei limiti ben stabiliti e invalicabili, e ogni abuso di potere può essere legittimamente, cioè con mezzi giuridici, respinto, e vi domina lo spirito del dialogo, il metodo della persuasione contro ogni forma di dogmatismo delle idee, di fanatismo, di oppressione spirituale, di violenza fisica e morale. Dietro la libertà politica c’è l’idea della fondamentale eguaglianza degli uomini di fronte al potere politico, il principio che dinanzi al compito di governare, essenziale per la sopravvivenza stessa e per lo sviluppo della società umana, non vi sono eletti e reprobi, governanti e governati per destinazione, potenti incontrollati e servi rassegnati, classi inferiori e classi superiori, ma tutti possono essere, a volta a volta, governanti o governati, e gli uni e gli altri si avvicendano secondo gli eventi, gli interessi, le ideologie. Infine, dietro la libertà sociale c’è il principio, tardi e faticosamente apparso, ma non più rifiutabile, che gli uomini contano, devono contare, non per quello che hanno, ma per quello che fanno, e il lavoro, non la proprietà, il contributo effettivo che ciascuno può dare secondo le proprie capacità allo sviluppo sociale, e non il possesso che ciascuno detiene senza merito o in misura non proporzionata al merito, costituisce la dignità civile dell’uomo in società.
Una democrazia ha bisogno, certo, di istituzioni adatte, ma non vive se queste istituzioni non sono alimentate da saldi principi. Là dove i principi che hanno ispirato le istituzioni perdono vigore negli animi, anche le istituzioni decadono, diventano, prima, vuoti scheletri, e rischiano poi al primo urto di finire in polvere. Se oggi c’è un problema della democrazia in Italia, è più un problema di principi che di istituzioni. A dieci anni dalla promulgazione della costituzione possiamo dire che le principali istituzioni per il funzionamento di uno stato democratico esistono. Ma possiamo dire con altrettanta sicurezza che i principi delle democrazia siano diventati parte viva del nostro costume? Non posso non esprime su questo punto qualche apprensione.
Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità. .......... NOI SIAMO, DOBBIAMO ESSERE, DEMOCRATICI SEMPRE IN ALLARME."
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08 giugno 2009

Commentiamo i risultati




Le preferenze e gli eletti:

Eletti i primi 12

Eletti i primi 5

Il politico di maggior successo è quello che dice quel che pensano tutti più spesso e più forte degli altri.
Legge di Franklin D. Roosevelt

La politica è la sottile arte di prendere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi promettendo di proteggere gli uni dagli altri.
Assioma di Amenringer

Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola.
Adolf Hitler

L'abilità politica è l'abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l'anno prossimo.
E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto.
Winston Churchill
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06 giugno 2009

Semo a.. post! (0 /1)

Castigat ridendo mores
che non significa il castigo per chi ride è la morte come vorrebbero i tristi che si prendono troppo sul serio, ma correggere i (mal)costumi deridendoli !