15 giugno 2012

La direzione promettente


Come si realizzano le condizioni per rafforzare reciprocamente  l`ambiente, l`economia, e la societa´ ?  Osservare il territorio locale in modo creativo e´ necessario per passare dai problemi alle soluzioni. Un principio fondamentale, infatti, e´ l´esplorazione e la progettazione di combinazioni inedite e promettenti tra differenti attiva´ (es. produttive, sociali), flussi (es. acque, energia), tecnologie (es. internet, energetiche alternative) che sono appropriate alle specifiche condizioni locali del paesaggio, della societa´, del clima.  All´ interno di queste combinazioni, i beni comuni (es. acqua, aria, suolo, paesaggi, saperi) sono utilizzati e allo stesso tempo migliorati in quanto fondamentali alla vita biologica e civile.

Di seguito alcuni esempi italiani che potrebbero essere applicati o adattati al contesto locale:

31 maggio 2012

Ancora sul 2 giugno

http://www.perlapace.it/download/IMGaltaFACEBOOK2.jpg

In occasione della Festa della Repubblica, la Tavola della pace lancia una grande raccolta di firme per chiedere
Lavoro, non bombe!

Flavio Lotti: Il Ministero della difesa organizza le parate ma pretende di farsi pagare i servizi di protezione civile.


All'indomani delle polemiche sulla Parata militare del 2 giugno, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace commenta la decisione del Presidente della Repubblica e lancia una nuova campagna con lo slogan "Lavoro, non bombe"."Rispettiamo la volontà del Presidente della Repubblica ma ci permettiamo di osservare che:

1. se deve essere una parata sobria è necessario che i militari rivedano il programma e riducano le spese. I dati diffusi dal Ministero della Difesa si riferiscono alla Parata programmata prima del terremoto. Ora quel programma va rivisto altrimenti è solo l'ennesima presa in giro. C'è un modo concreto per farlo: lasciare in caserma tutti i carri armati e i mezzi militari; ridurre significativamente il numero dei militari che dovranno sfilare ai quali, peraltro, è stata negata anche la diaria (come a dire che quando si deve tagliare qualche spesa si comincia sempre dalle persone);

2. nessuno sa quale sia il costo reale di questa Parata. Ufficialmente il Ministero della Difesa, che si è affrettato a dire che i soldi della Parata sono già stati quasi tutti spesi, parla di una stima che va da 2,6 a 2,9 milioni di euro. Perché si parla di stima e non di costo reale? L'anno scorso il Ministro La Russa rispondendo ad una interrogazione parlamentare aveva indicato un costo di 3 milioni di euro. In realtà la spesa nel 2011 è stata di ben 4,398 milioni. Quale sarà il costo finale di quest'anno? Perché il Parlamento non chiede il rendiconto dettagliato delle spese?

3. pochi sanno che il tema della Parata 2012 è "Le Forze Armate, al servizio del Paese". Ma se le Forze Armate sono al servizio del Paese perché pretendono di farsi pagare ogni servizio di protezione civile? E' già successo all'inizio dell'anno per l'emergenza neve quando l'esercito chiamato dai sindaci a collaborare ha risposto: "se volete il nostro aiuto dovete pagare". Questa assurda pretesa rischia di diventare la regola se verrà approvato il disegno di legge delega per la revisione dello strumento militare presentato in Parlamento dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. La norma è contenuta nell'articolo 4. A che ci serve spendere più di 23 miliardi di euro per mantenere in vita un apparato elefantiaco di 190.000 uomini che quando devono portare soccorso alla popolazione pretendono di essere pagati?

Non serve invocare le ragioni nobili della pace per riconoscere che c'è bisogno di cambiare rotta. Ieri il terremoto ci ha dato un altro terribile scossone. E' tempo di rivedere il modo in cui spendiamo i nostri soldi. Non c'è solo la parata militare. Il problema è più vasto. E' un problema politico, culturale, economico e militare che non potrà essere risolto senza una vasta mobilitazione dei cittadini.

Per questo la Tavola della pace lancia un appello intitolato "Lavoro non bombe" "Quello che vogliamo è il lavoro, non le bombe. Il lavoro ci da la vita, le bombe ce la tolgono. Il lavoro crea sicurezza, le bombe la distruggono. Vogliamo che i nostri soldi siano spesi per creare dignità e lavoro, non per comprare altre bombe. Senza lavoro non c'è pace né giustizia. Milioni di persone in Italia non hanno un lavoro dignitoso. Milioni di persone nel mondo vivono nella miseria sotto l'incubo delle bombe. Bisogna cambiare strada. Tagliare le spese militari per liberare risorse, investire sui giovani, sul lavoro e lo stato sociale. Questo chiediamo alla politica e alle istituzioni. Per ritrovare un po' di pace, per uscire dalla crisi insieme, più liberi ed eguali."Tutti i cittadini sono invitati a firmare la petizione sul sito
www.perlapace.it oppure su www.facebook.com/LavoroNonBombe.

Mentre la crisi economica e finanziaria continua a colpire i giovani e a mettere in ginocchio tantissime famiglie, l'Italia continua a spendere decine di miliardi di euro per comprare armi, fare la guerra in Afghanistan e mantenere in vita un faraonico apparato militare. Anche quest'anno saranno più di 23 miliardi di euro. Nonostante la forte pressione suscitata dalla mobilitazione contro l'acquisto dei cacciabombardieri F35, il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha presentato in Parlamento un pericoloso disegno di legge delega per la revisione delle Forze armate che comporta un chiaro aumento della spesa pubblica e della spesa militare. Conferma l'acquisto di 90 cacciabombardieri F35 (10 miliardi per l'acquisto e 30-40 miliardi per la loro gestione e manutenzione) e disegna una riforma che costerà centinaia di miliardi di euro. Contro questa assurda pretesa è necessario che i cittadini, tanti cittadini, riprendano la parola e dicano chiaro e forte: "Quello che vogliamo è il lavoro, non le bombe!"

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace
Perugia, 30 maggio 2012

Nel 1976 Lelio Basso scrisse all'allora ministro della Difesa Arnaldo Forlani ringraziandolo per aver annullato la parata militare del 2 giugno, dopo il terremoto in Friuli: è la lettera che noi non possiamo scrivere oggi a Napolitano e a Monti! Evidentemente persino i democristiani fecero meglio dell'attuale Presidente della Repubblica e del governo Monti, cogliendo un sentimento diffuso nel Paese: dopo una tragedia immane non è eticamente concepibile spendere soldi dello Stato per una parata inutile.

Sono personalmente grato al ministro Forlani per avere deciso la sospensione della parata militare del 2 giugno, e naturalmente mi auguro che la sospensione diventi una soppressione.
Non avevo mai capito, infatti, perché si dovesse celebrare la festa nazionale del 2 giugno con una parata militare. Che lo si facesse per la festa nazionale del 4 novembre aveva ancora un senso: il 4 novembre era la data di una battaglia che aveva chiuso vittoriosamente la prima guerra mondiale. Ma il 2 giugno fu una vittoria politica, la vittoria della coscienza civile e democratica del popolo sulle forze monarchiche e sui loro alleati: il clericalismo, il fascismo, la classe privilegiata. Perché avrebbe dovuto il popolo riconoscersi in quella sfilata di uomini armati e di mezzi militari che non avevano nulla di popolare e costituivano anzi un corpo separato, in netta contrapposizione con lo spirito della democrazia?
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30 maggio 2012

Ho un grillo per la testa.

I partiti non sono piu´il sismografo di cio´cambia dentro la societa´, sono privi di strumenti di rilevazione e dunque di risposte pertinenti. Il Movimento 5 Stelle (M5S) e´riuscito a conquistare un forte consenso nell´opinione pubblica perche´ pone al centro temi (es. i beni comuni quali l´acqua, l´aria, il suolo) e forme di azione (es. partecipazione e aggregazione dal basso) riconducibili ad un orientamento culturale emergente e trasversale: il nuovo paradigma ecologico.  I suoi principi  informano programmi, azioni, progetti e anche la forma e il funzionamento del M5S. Il M5S assomiglia a Transition (transitionnetwork.org), una delle forme di innovazione sociale piu´importati degli ultimi 10 anni. In modo simile a Rob Hopkins, il fondatore di Transition, Grillo e´un “facilitatore”. La sua pratica politica e´riconducibile a questo ruolo, mentre il governo vero e proprio e´ responsabilita´diretta di giovani che si candidano alle elezioni. Il linguaggio da “standing commedian” di Grillo non ci tragga in inganno. Le accuse di antipolitica e populismo sono spuntate, un “ fuoco amico” i cui traccianti si perdono nella nebbia dell´incomprensione, vanno inevitabilmente fuori bersaglio. L´irresistibile ascesa dei giovanissimi grillini “inesperti” e´ ineluttabile. Programmi, azioni, progetti e´cio´di cui i media, sia sostenitori che detrattori, non si occupano, mancando inesorabilmente il centro del fenomeno.

29 maggio 2012

Riprendiamoci il 2 Giugno

Il 2 giugno è la festa della Repubblica, ovvero della “res publica”, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se questo fosse l’unico modo di rappresentare la Repubblica. 

MA LA REPUBBLICA SIAMO NOI: 
le donne e gli uomini che nella propria quotidianità ed in ogni territorio lottano per riappropriarsi dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà, per il diritto alla salute e all’abitare,
per l’istruzione, per una politica di pace.
Le parate militari non ci rappresentano, ci danno tristezza, non ci rallegrano.
Non festeggiano la vita e le istituzioni civili del popolo,
non dimostrano amicizia verso gli altri popoli.
Il 2 giugno è la nostra festa, la festa delle donne e degli uomini che si riconoscono nella Costituzione, che sancisce i diritti di tutte e di tutti, il diritto al lavoro,
all’istruzione, alla salute…, e il ripudio della guerra.

TROVIAMOCI IN PIAZZA
per dire che vogliamo un 2 GIUGNO DIVERSO, smilitarizzato,
in cui fare festa come cittadine e cittadini di:

- un paese diverso, accogliente, fondato sul rispetto, l’ascolto e il riconoscimento reciproco tra uomini e donne, tra native/i e migranti, tra “noi” e “gli altri”;
- un paese in cui i/le giovani possano avere un futuro e le persone anziane
una vita dignitosa e serena;
- un paese in cui i beni comuni - aria, acqua, terra, energia, il patrimonio storico, artistico e culturale, l'ambiente naturale, il paesaggio - restino fuori dalla logica di mercato;
- un paese che sappia affrontare i conflitti, interni e internazionali,
senza ricorrere all’uso della forza;
- un paese che investa non nelle armi e nella guerra,
ma nella cultura, la scuola, la salute, l’occupazione.

Donne in Nero di Padova
donneinnero.padova@gmail.com
http://controlaguerra.blogspot.it/
http://www.facebook.com/MilleeMillePensieriControLaGuerra

Occupy 2 giugno
Il 2 giugno, compleanno di una Repubblica che per Costituzione ripudia la guerra, è dal 1950 paradossalmente celebrato con una parata militare.

In assenza di dati ufficiali della Difesa – viva la trasparenza eh, ministro Di Paola – il Sole 24 Ore stima che quest’anno abbia un costo tra i 2,6 e i 2,9 milioni di euro, ma «si tratta di un bilancio preventivo, destinato a subire qualche lievitazione in fase di consuntivo».

Meno degli anni scorsi, si vanta il governo – e ci mancherebbe, aggiungo io.

Né Monti né Napolitano hanno finora sentito il bisogno di sospendere – almeno quest’anno di recessione acuta, almeno dopo i terremoti nel nord – questa inutile esibizione a metà tra il Sudamerica golpista e gli ex regimi dell’est sovietico.

Ce ne sarebbe abbastanza per sdraiarsi sul vialone dei Fori da stasera, e non andarsene fino al mattino del 3 giugno, no?

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/05/29/occupy-2-giugno/

23 maggio 2012

emigrazione italiana: una nuova fase


“Nel silenzio complice della maggioranza dei media italiani, sta ripartendo, anzi è già ripartito, un grande flusso di emigrazione dall’Italia.[…] incentivata dalle politiche di riaggiustamento strutturale estremamente recessive portate avanti dagli ultimi governi e intensificatesi con il Governo Monti".


http://www.ecplanet.com/node/3282

16 maggio 2012

"OCCUPATE LA TERRA [DA COLTIVARE] !"

Un intervista rilasciata da Vandana Shiva sul valore delle terre agricole per la presente e futura generazione. " I governi hanno fallito nel loro ruolo, la terra è l'unica salvezza, e va messa in mano a chi la coltiva"


http://www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Vandana-Shiva-ai-giovani-italiani-occupate-la-terra-cosi-come-occupate-le-piazze#.T7IxElCjnuW.facebook

09 maggio 2012

Stili di vita

Un paio di avvisi che riguardano iniziative sugli stili vita e sull'economia sostenibile e solidale