02 dicembre 2012

Gaiarine. Ballottaggio primarie - risultati


Votanti 117

Matteo Renzi      
61
Pierluigi Bersani
55
Scheda bianca
1

26 novembre 2012

Gaiarine. Primarie della coalizione di centrosinistra - risultati

Votanti  132.



Matteo Renzi      
67
Pierluigi Bersani
46
Nichi Vendola      
11
Laura Puppato       
7
Bruno Tabacci      
1

15 novembre 2012

In tema di futuro sostenibile

Si possono seguire molte strade per tentare di lasciare un po' di futuro alle prossime generazioni.
Alcune addirittura impensabili e a prima vista impraticabili.

Non è facile cambiare stile di vita, abitudini, rapporti umani, consumi ...

ma perlomeno sappiamo che qualcuno ci sta provando:

http://scollocamento.ilcambiamento.it/
 
 http://www.ilcambiamento.it

http://www.paea.it/



12 novembre 2012

Francenigo 11 Novembre 2012


Incrocio Via Bocca de Cal con Via Cesiol
Ore 13.05













Via Memi Celant
area retrostante Condominio San Tiziano
Ore 13.12

 











 
Via per Brugnera
Fiume Aralt, area antistante distributore
ore 13.16



























dal ponte sul fiume Aralt in Via dei Fracassi
ore 13.21
 
















Via del Molino
incrocio con via dei Fracassi
ore 13.23












 
Localitaà Calderano
Via Benedetti
incrocio con via Ungaresca
ore 13.25













Località Calderano
Via Ungaresca
incrocio con via Benedetti 
ore 13.33













Via Mazzul da incrocio con via Bruna
ore 13.39












 
Via Fratelli Rosselli
ore 13.43













Fiume Vistort alla fine di Via Bocca de Cal
Ore 13.43













Fiume Vistort alla confluenza con la Livenza
Ore 13.54












 
Via per Brugnera
Fiume Aralt, area antistante distributore
ore 16.00













ViaBiadene
ore 16.00





02 novembre 2012

Nuovi ma Vecchi







Il servizio di La Repubblica Giappone: immensi tunnel contro le inondazioni  (http://video.repubblica.it/mondo/giappone-immensi-tunnel-contro-le-inondazioni/109589/107974) forse, non e´un buon esempio di informazione.

Il progetto descritto e promosso come esemplare, rappresenta uno dei vertici della cultura tecnocratica e settoriale.  Essa ha dominato la gestione delle acque nel '900, ha avuto il suo apice forse negli anni '70 del secolo scorso in occidente ed esportata nel resto del mondo. La sua eredita´ e´ un insieme di tipi diffusi di infrastrutture dell'acqua. Il principio fondamentale che guida la loro forma e funzione e´ il controllo di enormi e rapidi flussi in ingressso e uscita da porzioni di territorio. Bacini, tubi di grande sezione ed estensione vasta, spesso nel sottosuolo sono elementi ricorrenti che raccolgono, concentrano, scaricano acque potabili, reflue, per l´irrigazione etc.. Se, da una parte, queste infrastrutture hanno risposto in modo efficiente e a specifici obiettivi, dall'altra, nel corso del tempo, hanno contribuito a genere problemi ambientali di ampia portata compresi la scarsita´o l'eccessiva concentrazione d'acqua e conseguenti allagamenti,  per i quali sono state progettate e realizzare. Queste "disfunzioni progettate" riguardano diverse parti del mondo compreso il Veneto. Di recente, a partire dalla evidenza dei molti e diffusi disastri, una recente revisione dei principi fondamentali di gestione delle acque e´ emersa nel dibattito mondiale in corso. L'esito e´ la progettazione e realizzazione di un diverso insieme di tipi di infrastrutture che interpretano ed integrano i caratteri spaziali, idrologici, ecologici dei territori nei quali si inseriscono; non si articolano nel sottosuolo ma in superficie; non sono grandi e centralizzati ma diffusi e di piccola scala; rendono visibile e utilizzabile l`acqua localmente come supporto alla qualita´ degli spazi e alla vita in generale. Sono esempi di una razionalita' ecologica.

L'autore del servizio di La Repubblica non inserisce il caso trattato nel quadro dell' attuale cambio di paradigma modiale sulla gestione delle acque e delle infrastrutture relative.  Conclude promuovendo questo progetto come esemplare; un valido riferimento. Ritengo non sia un buon esempio di informazione.


10 ottobre 2012

Biodiversità e futuro sostenibile a Gaiarine

Non c’è vento a favore per il  marinaio che non sa dove andare.
(Seneca)
Tre serate per cercare una rotta



Si inizia il 12 Ottobre con :

Nell’arca della biodiversità
relatore Giovanni Onore

Giovanni Onore, missionario marianista e docente di Entomologia presso l’Università Cattolica di Quito, è un uomo speciale: uno di quelli che ha consacrato al vita a fini la cui nobiltà non sfugge a nessuno. Riportiamo un breve stralcio dal sito www.parks.it, pagina Riserva Integrale di Otonga.

La Riserva di Otonga esiste grazie all’acquisizione progressiva di lotti di terreno forestale da parte di una Fondazione appositamente costituita, la FUNDACIÓN OTONGA, riconosciuta con accordo ministeriale ecuadoregno; obiettivo costante del progetto è quindi reperire fondi per nuovi acquisizioni territoriali; un escursus delle tappe di accrescimento dell’area pone in immediata evidenza come da sempre si sia creato uno stretto legame con l’Italia. I primi cento ettari di bosco furono acquistati nel 1988 ed il loro controllo fu affidato alla famiglia Tapia che si è occupata sin dagli inizi della protezione della fauna e della flora avviando anche le attività guidate per i visitatori. Nel biennio 1992/1993, la Riserva raggiungeva i 650 ettari. Alla fine del '97, grazie al contributo di 20 milioni di lire giunto dalla VALCUCINE di Pordenone, si è proceduto all'acquisto di altri 200 ettari circa di foresta realizzando il congiungimento alla riserva naturale statale "La Florestal", di circa 4.000 ettari, creando così un grande corridoio verde. Nel febbraio 1998 con la nascita di BIOFOREST, sostenuta in primis dalla VALCUCINE, l'Otonga, che si estendeva ormai su circa 850 ettari, era destinata ad ampliarsi notevolmente e in tempi rapidi. Biologi e naturalisti di diverse parti del mondo, hanno potuto visitare la Riserva, come pure diversi gruppi di studenti universitari di Quito hanno fatto esperienza in campo imparando a conoscere la fauna e la flora di Otonga.



a seguire:

Astronave Terra
La biodiversità delle risorgive del Vinchiaruzzo
relatore Leandro Cappellotto presidente Bioforest


BIOFOREST
Associazione per la rigenerazione degli ambienti naturali

Bioforest ONLUS nasce nel 1998 dalla volontà di promuovere una cultura produttiva più sensibile all'ambiente, per contribuire concretamente al ripristino e alla salvaguardia delle risorse naturali.

Come si finanzia
I costi di gestione sono sostenuti integralmente da un gruppo di aziende che offrono in modo gratuito le loro competenze e i loro mezzi alle necessarie attività di segreteria, amministrazione, stampa del materiale informativo e promozione pubblicitaria.
Le stesse aziende forniscono una base finanziaria per garantire la continuità dei progetti.
Questa soluzione assicura che il denaro raccolto con le sottoscrizioni dei privati venga devoluto per intero al finanziamento dei progetti.

Bioforest ha l’obiettivo di:
Riunire tutti coloro che intendono impegnarsi per la rigenerazione e la ricostruzione di ecosistemi forestali distrutti o degradati, in Italia e nel mondo;
Finanziare progetti di riforestazione, nel rispetto degli ecosistemi naturali originari, provvedendo, se necessario, anche all’acquisto delle aree interessate;
Incoraggiare e sostenere attività di ricerca scientifica nelle aree di intervento, utilizzando le tecniche più aggiornate;
Promuovere, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle Università e nei centri di ricerca, campagne di informazione e sensibilizzazione sui progetti e sulle iniziative dell’Associazione;
Coinvolgere i media e l’opinione pubblica con dibattiti e convegni sulle attività dell’Associazione;
Diffondere il rispetto dei principi fondamentali dell’ecologia, quali il riciclaggio, la riduzione del consumo di energia e materie prime;
Eliminare l’immissione nell’ambiente di sostanze tossiche.





Ultim'ora:
Si è svolto ierisera il primo incontro dei tre programmati: è stato molto partecipato, coinvolgente e interessante, sia nella relazione proposta con umanità e amichevole semplicità da padre Onore, trascinante esempio di fede serena e passione scientifica, supportata dalle immagini di un mondo naturale equatoriale esotico e rigoglioso quando non minacciato e devastato dall'avidità umana - non sempre giustificata dalle necessità primarie di sopravvivenza - sia nella successiva presentazione dell'associazione Bioforest da parte di Cappellotto coadiuvato da Caldana e Vaccher del Gruppo Naturalistico Cordenonese con le bellissime fotografie dello stesso Vaccher nelle quali, illustrando uno dei progetti promossi e sostenuti da Bioforest, si ammirava una natura altrettanto sorprendente e meravigliosa eppure a pochi passi da casa nostra, nell'area dei Magredi-Risorgive pordenonesi.