11 ottobre 2013

La Corrente: Vajont 2013 - 50 anni dopo

Mercoledì sera ha avuto luogo il primo degli incontri sul ciclo Convivenza e Simbiosi tenuto dal geologo Mirco Poletto, che con una puntuale ed attenta esposizione ha man mano riportato dati incontestabili, considerazioni da manuale scientifico, prove documentate "delle colpe, degli errori, delle leggerezze" (come titolava una delle slide proiettate) che hanno portato alla tragedia annunciata del Vajont, e proprio per questo evitabile e proprio per questo ancor più scandalosa.
Ed è stata un'esposizione equilibrata, senza clamori e senza eccessi, nel tentativo di evidenziare, con la legittima competenza dell'esperto, solo e solamente gli aspetti tecnici e scientifici della vicenda, già questi più che sufficienti a sottolineare come la tecnica, per quanto sopraffina e progredita, rimane limitata se rimane fine a se stessa, presuntuoso monolite di autocelebrazione.
Nel caso del Vajont la diga, mirabile manufatto ingegneristico, la più alta del suo genere nel mondo al tempo, ha tenuto, non ha ceduto, ha retto i colpi e la furia della natura, ancora una volta ignorata e sottovalutata.
Ma ciò che stava attorno alla diga si è sbriciolato, ha ceduto alle sollecitazioni causate e imposte dalla costruzione della nuova diga, mostrando al mondo la colpevole incapacità di inserire armoniosamente un prodigio della tecnica umana nel contesto ambientale esistente, frutto di secolari, millenari adattamenti e sconvolgimenti, ben conosciuti dalla popolazione locale (già il nome del monte, Toc, è tutt'altro che casuale) ma del tutto ignorati dai presunti tecnici "ambientali" che allora diedero il benestare al progetto.
E diventa quasi banale ritrovare dietro a tutto questo la logica del profitto e dell'interesse sopra tutto e ad ogni costo.
I ripetuti e successivi rialzi dei limiti dell'invaso, le continue e sempre più affrettate prove di riempimento e svuotamento, hanno ESCLUSIVAMENTE motivi di interesse.
I segnali che la montagna lanciava venivano percepiti con l'ESCLUSIVO obiettivo di concludere l'affare, di togliersi la responsabilità: che fosse il soggetto privato della SADE o il soggetto pubblico dell'ENEL, i collaudi dovevano finire il prima possibile, senza alcuna possibilità di dubbio o ripensamento.
Il risultato si è scatenato il 9 ottobre del 1963.


Così ha commentato Gian Vito Graziano Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: "Dopo il Vajont la storia italiana ci racconta di troppe altri morti e distruzioni, che negli ultimi tempi sembrano diventare persino frequenti. Dal 2009 ad oggi, negli ultimi 5 anni, dai 37 morti di Giampilieri, assistiamo con una frequenza allarmante ad alluvioni e frane, che coinvolgono il Paese da Nord a Sud, senza risparmiare città importanti, ricche ed industrializzate come Genova, aree altrettanto ricche e industrializzate come il Veneto, aree di grandi tradizioni storiche e culturali e di grande bellezza paesaggistica come la Toscana. Queste tragedie non sono figlie degli errori della scienza, ma dell'incuria e del saccheggio sistematico del nostro bel Paese, che non è in grado di darsi una prospettiva di futuro che vada oltre i problemi della finanza e dell'economia. E' evidente che questo Paese ha necessità di uno sviluppo diverso che guardi alla cura del territorio tra le sue priorità. Noi geologi lo diciamo ormai da troppo tempo."


"La vita può essere felice e magnifica, ma noi l'abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca a far le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi."
Charlie Chaplin, ne Il grande dittatore, 1940


http://www.sopravvissutivajont.org/chisiamo.asp
Prima della frana, i colpevoli silenzi e la criminale avidità della società elettrica. Dopo, il comportamento dello stato nei confronti dei superstiti e la corsa all'affare
Vajont, due volte tragedia

07 ottobre 2013

Il piccolo Principe a Ville Hélène

Il piccolo Principe giunse al pianeta di ville hélène, che era abitato da un sindaco vanitoso.
"Ah! ah! ecco la visita di un ammiratore, elettore e suddito", gridò da lontano il sindaco vanitoso appena scorse il piccolo Principe.
Per i sindaci vanitosi tutti gli altri uomini sono degli ammiratori, elettori e sudditi.
"Buon giorno", disse il piccolo Principe, "che buffo cappello avete!"
"È per salutare", gli rispose il sindaco vanitoso. "È per salutare quando mi acclamano, e più mi acclamano più cerco motivi per farmi acclamare, inaugurando piazze, strade, palazzi e palestre, ma sfortunatamente non passa mai nessuno da queste parti".
"Ah sì?" disse il piccolo Principe che non capiva.
"Tu non capisci perché eri distratto o non ti ricordi bene; batti le mani l'una contro l'altra", consigliò allora il sindaco vanitoso.

Il piccolo Principe batté le mani l'una contro l'altra e il sindaco vanitoso salutò con finta modestia sollevando il cappello e cominciando un discorso sulle opere da lui compiute.
È divertente, si disse il piccolo Principe, e ricominciò a batter le mani l'una contro l'altra.
Il sindaco vanitoso ricominciò a salutare sollevando il cappello, continuando il discorso che celebrava se stesso.
Dopo cinque minuti di questo esercizio il piccolo Principe si stancò della monotonia del gioco: "E che cosa bisogna fare", domandò, "perché il cappello caschi? O perché io possa chiedere un aiuto per la mia piccola sorellina in difficoltà?"
Ma il sindaco vanitoso non l'intese, le piccole sorelline e fratellini sono pochi sudditi immaturi che non votano.
I sindaci vanitosi non sentono altro che le lodi e non vedono  altro che i loro progetti.
"Mi ammiri molto, veramente?" domandò al piccolo Principe. “Voterai per me? Ho giusto una dispensa colma di porchetta e spiedo.”
"Che cosa vuol dire ammirare?" chiese il piccolo Principe.
"Ammirare vuol dire riconoscere che io sono il sindaco più bello, più elegante, più ricco e più intelligente di tutto il pianeta. Fammi questo piacere. Ammirami lo stesso! Vota per me!"."Ti ammiro", disse il piccolo Principe, alzando un poco le spalle, "ma tu che te ne fai del mio voto, se poi non ascolti le mie richieste e soprattutto non presti attenzione ai bisogni della mia sorellina? Eppoi la porchetta e lo spiedo della tua dispensa è stata comperata anche con il mio denaro."
E il piccolo Principe se ne andò.
Decisamente i grandi sono ben bizzarri e deludenti, diceva con semplicità a se stesso, durante il suo viaggio.

05 ottobre 2013

La Corrente: I giardini nella storia

Serata dedicata al primo degli incontri sul ciclo dei "Giardini nella storia", con l'articolata e minuziosa esposizione dell'architetto Moreno Baccichet, arricchita dalle puntuali e vivaci immagini delle slide, sulla nascita del giardino tra tardo medioevo e umanesimo.



Partendo dai riferimenti storici che proponevano differenti visioni del giardino secondo la realtà culturale nei quali si calavano (il concetto di giardino interno romano, simile a quello arabo ma del tutto opposto al giardino turco) si è sviluppata un'analisi urbanistica e pittorica, che ha verificato i diversi inserimenti dei giardini negli agglomerati urbani e la diversa presenza /assenza di giardini, natura, paesaggi nelle raffigurazioni pittoriche.
A partire dalla finestra sullo studio di Petrarca ad Arquà comincia ad esprimersi una nuova tensione nei confronti del paesaggio visto come un artefatto umano.
Il paesaggio comincia a comparire nella pittura e nella progettazione delle città della seconda metà del Quattrocento. Gli intellettuali del periodo terranno in grande considerazione il rapporto tra piccoli giardini segreti e la percezione delle forme del territorio secondo la ripresa di modelli di vita che divennero di moda con la lettura dei classici romani.

Dio onnipotente fu il primo a piantare un giardino; ed è, veramente, il più puro fra i piaceri dell'uomo.
Francis Bacon, Saggi, 1597/1625



04 ottobre 2013

Convocazione Consiglio Comunale Venerdì 18 Ottobre 2013

l Consiglio Comunale è convocato per il giorno di Venerdì 18 Ottobre 2013 alle ore 18.30 nella sala della sede municipale con il seguente ordine del giorno:

  1. Approvazione verbali seduta del 31 agosto 2013 (dal N.16 al n. 29) ;
  2. Verifica dello stato di attuazione dei programmi e verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio esercizio 2013;
  3. Piano comunale di Protezione Civile: aggiornamento ed adeguamento alle prescrizioni del comitato provinciale di protezione civile;
  4. Mozione dei consiglieri Scandolo Severino e Poles Marco per promuovere una riflessione politica e pubblica sulla prospettiva di istituire una unione di comuni.

01 ottobre 2013

Semo a.. post! (48)

Castigat ridendo mores
che non significa il castigo per chi ride è la morte
come vorrebbero i tristi che si prendono troppo sul serio,
ma correggere i (mal)costumi deridendoli !

con preghiera di diffusione!

27 settembre 2013

Impariamo dalla natura per uscire dalla crisi: con Gianni Tamino

Questa sera, 27 settembre alle 20,45 presso la sala convegni di Villa Frova a Stevenà di Caneva incontro/dibattito con Gianni Tamino, docente di Biologia generale, già deputato ed eurodeputato, da sempre presente ed attento alle problematiche ambientali, di energie rinnovabili, di sostenibilità, di biotecnologie, di ricerca sugli inquinanti ambientali, interessandosi allo studio dell'impatto ambientale di centrali elettriche e inceneritori, e alla possibilità di rischi biologicidi biotecnologie e campi elettromagnetici.

26 settembre 2013

La Corrente: serata sul Gusto della Lettura

E' partita con il primo incontro di ierisera la variegata attività che l'associazione di promozione sociale La Corrente propone per coinvolgere i cittadini sui temi più disparati e dare senso e utilità alla recuperata sala parrocchiale.
Ierisera la d.ssa Lorena Bartoli ha parlato del gusto della e per la lettura, proponendo alcuni titoli e giocando sulla contrapposizione di questi sia nella loro forma sia nei loro contenuti, invitando quindi i presenti ad intervenire, cosa che ha reso più coinvolgente ed animata la serata.

Dal De Rerum Natura a Cinquanta sfumature di grigio a Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, passando per Fahrenheit 451 e Come avere successo e vivere felici (beh, non era proprio questo il titolo ma abbiam capito che uno vale l'altro..) per finire con l'angosciante tragico Mein Kampf..
Ma anche interessanti i richiami dal pubblico: La metamorfosi di Kafka, 1984 di Orwell, Il nome della rosa di Eco, Il maestro e Margherita di Bulgakov, Tre uomini in barca di Jerome.
Eppoi divagazioni sul possesso dei libri e la custodia quasi gelosa, sul fenomeno degli e-book ma anche dell'editoria "furba" dei bestseller patinati e quella svalutata dei classici ad un euro..
Insomma, una piacevole ora e mezza..

Ma come diceva Gustave Flaubert:
"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere."
Lettera a Mille de Chantepie, 1857

Pubblichiamo il volantino con gli appuntamenti finora fissati, in attesa di ulteriori aggiornamenti. Daremo conto di quelli ai quali parteciperemo e spazio a chi, auspichiamo, vorrà scriverne
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