02 giugno 2009

Report 31/05/09

forse molti di voi l'hanno già vista questa puntata la scorsa domenica, per chi non ci fosse riuscito su youtube sono stati caricati degli spezzoni molto "istruttivi"
report "il male comune" (rai 3, 31/05/09 clicca sul titolo x andare al filmato)
per fortuna ci sono sempre le GOODNEWS, eccole:
http://www.youtube.com/watch?v=qdACubFItwE
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29 maggio 2009

Altri argomenti per noi, per i nostri anonimi e per i candidati se si vogliono cimentare

L’altra sera finito l’incontro dei ForaxFora alcuni noi, davanti ad un bicchiere di birra fatta in casa, si sono fermati a ciacolar.

Abbiamo parlato di pianificazione territoriale, di reti tecnologiche, di acqua, di fognature, di energia, di fonti rinnovabili,ecc, ecc, e di economia di sussistenza, quell’economia, dove chi produce, produce solamente per il fabbisogno proprio e quello della sua famiglia.
Un tipo di economia scardinata, in occidente e non solo, dall’economia di mercato e che pur tuttavia resiste ancora in molte parti del mondo permettendo a centinaia di milioni persone comunque di vivere.

Così oltre a ritornarmi in mente Vandana Shiva e il suo libro Il bene comune della terra, nel quale tratta proprio di economia e di agricoltura di sussistenza, mi è ritornato in mente l’intervento di Carlo Petrini (fondatore di slow food) all’apertura di Terra Madre 2006 (la rete che riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare per difendere insieme agricoltura, pesca e allevamento sostenibili e per preservare il gusto e la biodiversità del cibo)

L’ho ritrovato, potenza di internet, e lo sottopongo QUI alla vostra lettura nella versione integrale, mi sono solo permesso di evidenziare in grassetto alcuni passaggi secondo me significativi che potrebbero aiutare ad aprire dibattiti su più argomenti riportandoli da scala globale a scala nazionale e comunale.

Buona discussione a tutti
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Francenigo, tessera di una campagna abitata che si fa parco.

ortofoto del presente


Ortofoto. La trama agricola, ancora ordita di siepi, è dominante ed è attraversata dal fiume Livenza in direzione nord est-sud ovest. Il tessuto edificato compatto del centro antico di Francenigo si colloca a ridosso del fiume. Il corso del Aralt lo attraversa da ovest ad est, lambendo la scuola elementare e la piazza a poca distanza dalla Livenza. Due sono le fabbriche lungo la Livenza, la più grande è ampia quasi quanto il centro. Tra le fabbriche si ritaglia il vuoto del progetto Amministrazione-Jesse. Un altra grossa fabbrica emerge a sud ovest. Le dimensioni del lotto industriale sono analoghe a quelle del vuoto che si accompagna, a sud est, villa Piovesana.

mappa del futuro

mappa 1.1

mappa 1

(fonti: Regione Veneto, Consorzio di Bonifica Sinistra Piave, Piano Territoriale di Coordinamento Provicia di Treviso)

Mappa del futuro (1 e 1.1 zoom). La mappa del futuro mette in evidenza elementi presenti o potenziali del paesaggio abitato. I corridoi d'acqua e di vegetazione riparia del Livenza (colore verde scuro), dei corsi d’acqua tributari in sinistra idrografico (colore verde scuro). Il sistema diffuso dell'edificato, l’interazione tra corridoi e il sistema della diffusione insediativa (colore nero). Corsi d'acqua e verde diventano infrastrutture a supporto del territorio legate alla mobilità lenta pedonale e ciclabile.

A scala del Comune, la rete dei corridoi si estende fitta con andamento nord est-sud tra Orsago e Francenigo e più a sud attraverso Gaiarine, Albina, Campomolino e si accompagna alle estese tracce dei paleo alvei (verde chiaro), gli spazi umidi dei “palù” appartengono a questo sistema. La rete di corridoi, come fili, attraversa la campagna diffusamente abitata. Una trama che tiene insieme i luoghi dell'abitare: le case, i giardini, i brani di campagna, le ville antiche, ma anche i centri più compatti, le piazze, le aree industriali, le attrezzature collettive.

A sud di Francenigo il fiume registra ampi spazi di espansione (esondazione) con frequenze temporali che si misurano in decine di anni (scale di blu), e che evidenziano il carattere dinamico del fiume. Lo spazio della esondazione coincide con la la minore densità dell'edificato.

NB. La mappa e’ mancante degli elementi nel territorio friulano.

cosa succederebbe se...

tipo di spazio 1: corridoio di acqua e siepi

Cosa succederebbe se i corsi d'acqua minori come l'Aralt venissero rinaturalizzati?
Nella foto il progetto di un corridoio di vegetazione e acqua con percorsi al suo interno.
L'immagine restituisce uno spazio molto diverso dalla tipica pista ciclabile veneta: fascia di asfalto nero accompagnata da nubi di polveri sottili in assenza di alberi-filtro, gelida di inverno e torrida d'estate.

Una diversa generazione di piste ciclabili si appoggiano ai corsi d'acqua, reintegrano la vegetazione riparia come condizione di comfort climatico.

tipo di spazio 2: bosco attrezzato

Cosa succederebbe se nuovi boschi si combinassero agli spazi della residenza?
Il progetto di un bosco-parco a ridosso di strutture residenziali esistenti.
Frammenti di bosco si moltiplicano: uno, cento, mille boschi di Gaiarine. Spazi per chi abita, luoghi per cittadini oltre che per gli uccelli. Non e' difficile immaginare come tale spazio restituirebbe un valore enorme alle case non solo in termini di comfort, ma anche in termini economici. La sua gestione ai fini energetici renderebbe gli edifici autonomi da fonti esterne per il riscaldamento.

tipo di spazio 3: parco lineare

Cosa succederebbe se ai corsi d'acqua minori si restituisse più spazio e diventassero infrastrutture che combinano mobilità lenta, invaso per contenere le esondazioni e acqua per le irrigazioni, la depurazione delle acque, l'abbattimento di CO2, le coltivazioni legnose e gli spazi per per il tempo libero e l'educazione ambientale?

tipo di spazio 4: ex cava attrezzata

Cosa succederebbe se le ex cave diventassero infrastrutture che combinano spazi per per il tempo libero, la raccolta dell'acqua per l'irrigazione e le esondazioni nei momenti di crisi più frequenti , la depurazione delle acque, l'abbattimento CO2, le coltivazioni legnose?

conclusione

Il sistema composto da questi tipi di spazio e altri ancora rappresenta l'infrastruttura ecologica del Comune di Gaiarine come parco.

Ognuno di questi spazi risponde ad una molteplicità di necessità (sicurezza idraulica, bilancio idrico per l'irrigazione, spazi ricreativi, depurazione dell'acqua e dell'aria, agricoltura e produzione energetica rinnovabile); mobilita una molteplicità di attori (il comune, consorzio di bonifica, l'agenzia per l'acqua potabile e la fognatura, agenzie della pesca della caccia, della formazione), e di risorse (fonti di finanziamento pubblico e privato in ragione dei differenti obiettivi ai quali rispondono). Non tutti sono nuovi tipi di spazio, ma tutti sono di elevata qualità formale, progettati con la cura del dettaglio come si progetterebbe la più bella delle piazze. Sono spazi civili, rappresentazione di "genti nuove".

Gli spazi multifuzionali sono realizzati attraverso progetti che utilizzano le risorse in modo efficiente ed efficace, concentrandole ed integrandole anzichè disperderle in tanti progetti diversi, indifferenti l'uno all'altro che si concretizzano, spesso, in altrettanti spazi tristi e monofunzionali e di scarsa funzionalità.

Le performances che espletano questi spazi hanno una diretta conseguenze sulla qualità, bellezza, attrattività, comfort, abitabilità dello spazio quotidiano tali da renderli elementi di composizione necessaria del territorio diffusamente abitato spesso degradato ed inquinato.

Sono spazi di costruzione di nuove economie, centrate sulle risorse locali, a supporto di filiere brevi ed imprenditoriali locali. Sono spazi a supporto delle pratiche sociali legate al tempo libero e alla mobilità lenta, alle pratiche agricole, attività di fondamentale importanza per la qualità della vita eppure in via di estinzione.

Gli elementi nel territorio, le persone, gli esperti, per iniziare a realizzare questi tipi di spazi ci sono e, forse, anche le risorse economiche.

Naturalmente, come per tutti i progetti di civiltà che guardano lontano, un mecenate è un attore che accelererebbe il processo costruendo le condizioni per un progetto pilota.

Rimaniamo in attesa di un gentile riscontro, siamo certi che non mancherà.

dai che takemo!

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28 maggio 2009

La nuova Legge Urbanistica Regionale e il PATI

All’inizio del 2005 è entrata in vigore la legge della regione Veneto n. 11 del 23 aprile 2004 che porta il titolo “Norme per il governo del territorio”.
E’ la nuova legge urbanistica regionale (LUR). Il riferimento costituzionale al territorio dà la misura degli interessi coinvolti da questo intervento legislativo. La legge urbanistica regionale, infatti, investe gli interessi di una vastissima gamma di soggetti: dai comuni cittadini, ai proprietari delle aree, agli operatori professionali, agli amministratori e funzionari delle amministrazioni locali.
La legge regionale si pone come obiettivo la difesa delle identità storico-culturali, la tutela dell’ambiente, uno sviluppo ordinato e sostenibile, cioè uno sviluppo che “consenta alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i loro” (Commissione mondiale dell’ambiente e dello sviluppo o Commissione Brundtland, 1987).
La nuova legge mantiene i meccanismi della pianificazione a cascata, dal livello regionale (Piano territoriale di coordinamento regionale o PTRC) a quello provinciale (Piano territoriale di coordinamento provinciale o PTCP), mentre innova profondamente a livello comunale.
Sparisce il tradizionale Piano regolatore generale (PRG) che viene sostituito dal Piano regolatore comunale (PRC).
Questo, però, è profondamente diverso dal PRG, essendo costituito a sua volta dal Piano di assetto del territorio (PAT), di durata decennale, e dal Piano degli interventi (PI), che ha validità quinquennale.
Inoltre due o più comuni possono unirsi per realizzare assieme il Piano di assetto territoriale intercomunale (PATI) che va a sostituire il PAT.
Il PATI può anche essere tematico, cioè può trattare solo alcuni dei temi della pianificazione stabiliti dalla legge. Questo PATI tematico dovrà di conseguenza essere integrato a livello comunale da un PAT che elaborerà i temi non trattati dal PATI tematico.
Il PAT è lo strumento della pianificazione che determina le scelte di natura strategica dello sviluppo che si sottolinea ancora una volta deve essere “sostenibile” e quindi individua le zone che devono essere considerate non modificabili (invarianti) per motivi geologici o idrogeologici, ambientali, paesaggistici, storici, architettonici, ecc., le zone già definite dalla pianificazione dei piani regionali e provinciali (o dai PATI tematici), le cosiddette vocazioni alla trasformabilità in funzione delle varie esigenze dello sviluppo (case, attività produttive, servizi, mobilità, ecc.).
Il PAT, a differenza dal PRG, non ha valore operativo immediato, vale dire che in base ad esso non sarà possibile modificare il territorio se non in alcuni casi limitati e ben definiti.
Il Piano degli Interventi (PI) è lo strumento più vicino all’attuale PRG e dà operatività alle scelte strategiche (PAT) e assorbe anche l’attuale programma poliennale di attuazione (PPA) e il piano triennale delle opere pubbliche. Si attua sia con i normali permessi di costruzione, sia attraverso preventivi Piani urbanistici attuativi (PUA) che vanno a sostituire la congerie dei precedenti strumenti attuativi.
Una grande e, si spera, positiva novità introdotta dalla nuova legge è l’obbligo della VAS o Valutazione strategica ambientale che deve accompagnare ogni strumento pianificatorio e le sue varianti.
Oggi conosciamo solo la VIA o Valutazione di impatto ambientale che si applica solo a certe grandi opere che coinvolgono pesantemente l’ambiente (aeroporti, ferrovie, ponti autostrade, grandi industrie, ecc.). La VIA opera solo a posteriori, in pratica solo dopo che il luogo e il tipo di insediamento è stato deciso e svolge sostanzialmente solo un’azione di limitazione o attenuazione del danno ambientale. La VAS, invece, opera a livello preventivo - in rispetto del principio di precauzione - su tutti gli strumenti urbanistici: essa, infatti, deve evidenziare la congruità delle scelte rispetto agli obiettivi di sostenibilità della pianificazione, le possibili alternative, le misure di mitigazione anche in relazione agli altri strumenti di pianificazione con cui vanno ad interagire.
Fin qui la parte veramente apprezzabile della legge.
Va, infatti, ricordato che tutta la strumentazione urbanistica deve veder coinvolte preventivamente tutte le forme organizzate operanti sul territorio: enti istituzionali, organizzazioni sindacali, associazioni, ecc. In buona sostanza i “poteri forti”. Questa è la cosiddetta “concertazione e partecipazione” dalle quali però sono esclusi i cittadini.
Facciamo un esempio. Un Comune avvia le procedure per la stesura del PAT: la Giunta Municipale, prima di adottare il documento programmatico voluto dalla legge deve concertare con enti e associazioni gli obiettivi del documento e, quindi, del PAT.
Questo documento viene solo trasmesso al Consiglio Comunale, l’unico organo di governo democraticamente eletto, per mera informazione e che neppure lo può discutere. Solo al momento dell’adozione del PAT il Consiglio Comunale potrà esprimersi, ma solo attenendosi alle scelte del documento programmatico così come dovranno fare i tecnici.
E i cittadini: come ora potranno, a posteriori e a giochi fatti, fare le loro osservazioni.
I Comuni di Codognè (Capofila), Cordignano, Gaiarine, Orsago e San Fior si sono uniti ed hanno adottato nel maggio 2009 il PATI, strumento che è al vaglio della Regione (il 10/03/2009 la regione ne ha rinviato l'approvazione per supplemento di istruttoria).
Quanti cittadini di Gaiarine sanno tutto ciò?
Molto pochi, le decisioni sono state prese “in alto” e solo gli amministratori e i tecnici che sono stati informati.
Ora appare evidente che se un'Amministrazione vuole essere democratica deve attivare tutti i possibili canali per coinvolgere non solo gli organismi costituiti ma anche per dar voce al singolo cittadino già nella fase preliminare per consentire così una maggior partecipazione magari creando un apposito forum sul sito istituzionale del Comune con l’obiettivo di consentire e promuovere la maggior partecipazione possibile: Si potrebbe anche chiedere di aprire un vero e proprio sportello in comune dove ogni cittadino può andare per chiedere informazioni.
Urge che i successivi atti (PAT – Piano regolatore Comunale – Piani di intervento) vengano fatti alla luce del sole e non solo nell'ufficio del Sindaco.
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potete trovare qui un interessante documento sulle nuove modifiche della Legge Urbanistica Regionale

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Is this strumentalizzazione?! *

L'avvocato Mills (sapete tutte/i chi è, no?), nel 2006 in un servizio della BBC si difese dalle domande dei giornalisti inglesi dicendo "Do you know what is this?! This is strumentalizzazione!!" **.
In quell'occasione rimasi molto sorpreso che un concetto così sottile non appartenesse alla lingua inglese, quando invece i popoli della penisola baciata dal sole ne sono più che mai padroni...

Un nostro Caro Anonimo ci dice oggi:
"Amici di foraxfora: vi consiglio di chiedere ai candidati in lista per le attuali elezioni di astenersi dallo scrivere su questo blog. E' infatti palese la strumentalizzazione del sito con propaganda più o meno spicciola. In questo modo rischiate di perdere anche la vostra credibilità."

Chi dice di essere d'accordo con noi sta facendo chiaramente campagna elettorale, non ci piove. Ma non crediamo che il blog possa essere strumentalizzato impunemente dai candidati. Proprio perché le lettrici e i lettori (ai quali basta aggiungere una e per trasformarle/i in elettori ed elettrici) italiani sono vaccinati.
Chi dice di essere d'accordo con Giambattista, che sta mettendo nero su bianco gli elementi che dovranno rimanere al centro della pianificazione territoriale del nostro Comune per prossimi 15-20 anni, si impegna a seguire quelle indicazioni.
E si impegna pubblicamente! E allora veramente potremo giudicare la coerenza tra il dire e il fare. Non sei d'accordo Caro Anonimo? I commenti pubblicati sono atti verbali che restano e che ci consentono di esprimere giudizi nel tempo.

Ci chiediamo ragione piuttosto dell'assenza dei rappresentanti della lista Rinnovamento che sostiene Loris Sonego. Certo, alcuni post da noi pubblicati non sono stati leggeri nel confronto dell'attuale sindaco. Non può che essere così, visto che non abbiamo a che fare con un semplice candidato sindaco ma con chi ha effettivamente governato e sta governando il Comune.
Foraxfora è e resta un gruppo di cittadinanza attiva che mentre "monitora" la campagna elettorale, non smette di parlare della vita di tutti i giorni, specie se essa è segnata da atti istituzionali che impegnano un'intera comunità, come le deliberazioni del Consiglio comunale.

Ma a differenza di un volantino il nostro blog consente la replica immediata.
È la vera novità di questo mezzo di comunicazione: anche chi non è d'accordo fa informazione cooperativa. Il lettore è più vicino alla fonte. E spesso lettore e fonte coincidono. Questo è il caso di alcuni anonimi tanto informati da farci venire l'acquolina in bocca.

Possiamo davvero perdere la nostra giovanissima credibilità (eppure già così forte) permettendo a tutti di esprimersi? Anche in questo caso direi di no. Sul blog ognuno è direttamente responsabile di quello che scrive. Mettere il proprio nome e cognome è un'affermazione di responsabilità. Resta ovviamente meno credibile chi non si firma. E così la sincera preoccupazione espressa anonimamente risulta contraddittoria.
Ma il malcostume politico italiano ha per anni tappato la bocca a chi è isolato e non riesce a far sentire la propria voce. Per questo, anche in campagna elettorale, tolleriamo gli anonimi, come abbiamo già detto. Perché un contributo bene informato e sensato, anche se anonimo, contribuisce a rendere produttivo il dibattito pubblico, a fare un passo in più. La credibilità risiede principalmente nel dire e fare cose sensate e condivisibili, credibili appunto.

Se non fosse abbastanza chiaro, dopo aver invitato ieri le/i cittadine/i a dire la loro sulla campagna elettorale, invitiamo esplicitamente le/i candidate/i a partecipare al dibattito. O meglio, appunto, a renderlo produttivo, andando al di là del ripetitivo mantra elettorale "votantonio votantonio votantonio", evitando per primi le strumentalizzazioni, facendo proposte credibili.

Sapranno raccogliere la sfida? Sapranno essere credibili?
Noi speriamo, con forza, di sì!



* "È questa strumentalizzazione?"
** "Lo sapete cos'è questa? Questa è strumentalizzazione!!"

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27 maggio 2009

Campagna elettorale: dite la vostra!

Care lettrici, cari lettori,

mancano solo dieci giorni alle elezioni e la campagna elettorale è entrata nel vivo! Candidati e cittadini si incontrano tutti i giorni (più volte al giorno) per discutere, capire, condividere, protestare, proporre, contestare.
Siamo nel bel mezzo di uno dei momenti di maggior contatto sociale della nostra vita democratica. Anche sul blog la discussione si fa più densa e i temi si delineano con maggiore precisione. Come avete notato (fin dal primo post) i temi della trasparenza e della pianificazione del territorio sono quelli che riscuotono il maggiore interesse.

Ma questo blog può crescere ancora se c'è sempre maggiore partecipazione da parte di tutte/i voi.

Per questo vorremmo conoscere le vostre opinioni:

Come sta andando, secondo voi, la campagna elettorale? Ci sono elementi di novità rispetto al passato?

Come giudicate i programmi delle due liste in competizione?

Come giudicate le liste rispetto alla loro composizione? Le/i candidate/i sono rappresentative/i?

Quali sono gli impegni che le/i candidate/i, al di fuori dei programmi elettorali ufficiali, stanno prendendo con i propri elettori? Le promesse fatte in campagna elettorale sono realistiche e veramente realizzabili?

Cosa vorreste dire, fora par fora, alle/ai candidate/i?

Sentitevi liberi di esprimervi liberamente. Come avete visto tolleriamo i commenti anonimi, anche perché spesso si sono dimostrati densi di informazioni. Riteniamo però che non si possa veramente chiedere a chi fa politica nel nostro Comune di rispondere responsabilmente delle loro affermazioni e dei loro atti continuando a nascondere la propria identità.
Nessun politico può sottrarsi a contestazioni o richieste fatte a viso aperto.

Quindi, please, dite la vostra!

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25 maggio 2009

Nuovo dittatore? Risposta all'anonimo che ha posto il quesito

Ovvio, ovvio, troppo ovvio, talmente ovvio che il commento sembra quasi scritto da un gran Capponegiulivo, sempre per dirla alla Orwell/Roberto, o da un suo consanguineo, che forse ha capito poco o niente di che cosa noi vogliamo dire.

Mi vien quasi voglia di spiegare di nuovo l’oggetto della nostra discussione.

Le prerogative del Sindaco sono quelle citate? Si è proprio così.
E’ vero: il potere del Sindaco è enorme, è un dittatore?. Sì lo può essere.
Il Segretario Comunale, succede in molti i comuni, non è più il garante dello Stato, della Comunità e della legittimità degli atti, è invece diventato l’amministratore delegato nominato dal "Presidente dell’Azienda" cioè dal Sindaco .
Il Consiglio Comunale è depauperato delle sue funzioni. A tal proposito il nostro Anonimo potrà leggere QUI (pag. 10, capoverso che inizia per “ TOCCO PER ULTIMO UN TEMA”….) l’intervento di Italo Bocchino (ora Vice Capogruppo alla Camera del Popolo Della Libertà) del 18 Luglio 2006 in Prima Commissione Affari Costituzionali Della Camera dei Deputati (allora era al governo Prodi e lui era all’opposizione).
Questo per rammentare, al nostro anonimo, che il dibattito sui problemi che le attuali norme causano in molti Comuni italiani è un dibattito attuale e non inventato da noi, dato che perfino il legislatore si è posto e si pone il problema di come risolvere queste disfunzioni democratiche.

Ma aldilà delle leggi, il succo del nostro dibattito è questo:
L’Amministrazione attuale è ed è stata trasparente? Ha ed ha avuto una gestione democratica del potere? Ha ed ha avuto una gestione democratica del Consiglio Comunale? Ha o ha dato la possibilità alle minoranze di espletare la loro funzione istituzionale di controllo? Ha o ha voluto incentivare la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa ? Ha o ha cercato di condividere con i propri cittadini le scelte urbanistiche di cui sono pieni i volantini di questi giorni?
La risposta ovvia, ovvia, troppo ovvia, talmente ovvia che è stata scritta in questi cinque anni nella storia del Comune di Gaiarine è: no

Le cronache, i commenti presenti su questo blog, stanno a dimostrare che la risposta ovvia è proprio no e che, d'altra parte, sta nascendo una nuova necessaria esigenza che mette al centro della vita della Comunità: la trasparenza, l’informazione la partecipazione.

Di questo noi discutiamo.

L’attuale Amministrazione non sarà mai in grado di soddisfare questa esigenza, anche se sta tentando trasformismi dell’ultima ora.

Questa Amministrazione, fatta da queste persone, rappresenta se stessa, cioè una casta avulsa dai problemi e dalle esigenze reali dei propri cittadini.

Tanto è vero che si sente parlare in questi giorni di sottoscrizione di patti voluti dalla Lega ed accettati dagli altri due partiti di coalizione, patti che dovrebbero garantire, non la partecipazione decisionale dei cittadini, ma (sentite, sentite) la partecipazione dei loro futuri eletti alle decisioni, perché nei cinque anni trascorsi, non hanno contato nulla o quasi nulla, chi ha sempre deciso, così si dice, è stato il Sindaco.

NUOVO DITTATORE? Lo dicono loro.

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