23 aprile 2010

ForaxFora oltreconfine: esempio di partecipazione attiva e democratica

Sembra fatto apposta e invece no: ForaxFora viene citato come esempio all'interno di una relazione presentata al convegno Colloque international de théorie politique (Seminario Internazionale di teoria politica) organizzato dall'Institut d'études politiques et internationales (IEPI) dell'Università di Losanna che si svolgerà in questi giorni nella città svizzera con il titolo IL PENSIERO E L'AZIONE POLITICA NEL POTERE. RABBIA:DINAMICHE DI SOTTOMISSIONE-RESISTENZA E CREAZIONE POLITICA.


È per noi motivo di orgoglio e soddisfazione ma rappresenta non il coronamento giunto alla fine di un percorso iniziato appena un anno addietro nella nostra comunità ma il piacevole riconoscimento del tentativo di coinvolgere e interessare i nostri concittadini alle cose "pubbliche" dei loro paesi, riscoprendo la necessità del confronto e della discussione, ritrovando il bisogno del coinvolgimento personale e diretto su decisioni prese da tutti e che valgono e hanno ricadute per tutti.

qui il testo della relazione originale

questi alcuni spunti:

[...] Secondo esempio della volontà della classe lavoratrice di rifondare un potere a gestione realmente democratica è il gruppo Fora x fora (http://foraxfora.blogspot.com), collettivo di cittadini del Comune di Gaiarine, in provincia di Treviso, nato sull’onda delle elezioni di giugno 2009. I componenti del gruppo hanno cominciato ad interrogarsi sulla possibilità di attivare forme propositive e di controllo atte ad edificare un’amministrazione locale realmente democratica; questo in virtù del fatto che il quadro legislativo ha consegnato il potere da alcuni anni nelle mani dei sindaci, ammutolendo maggioranza e opposizione e rendendo gli organi di controllo impotenti, poiché eccessivamente vincolati. [...]

Seconda azione interessante è stata l’istituzione di un blog, attraverso il quale dare visibilità alla propria visione delle gestione della cosa pubblica, aprendo lo spazio al confronto con la cittadinanza. In poco tempo, tale strumento si è dimostrato, pur nella fugacità tipica del web, importante piattaforma per presentare le proprie posizioni e mobilitare la cittadinanza su questioni cruciali, che hanno suscitato interesse al di là delle collocazioni ideologiche o politiche. Inoltre, i temi proposti all’interno del blog sono divenuti nel tempo mezzi efficaci atti ad incalzare l’operato sia della maggioranza sia dell’opposizione in Consiglio Comunale, con un conseguente aumento del ritmo e della partecipazione alla vita politica. [...]

qui il testo completo in italiano

22 aprile 2010

Il Veneto dice NO a nuovi inceneritori (2)

Da qualche tempo il Presidente Unindustria di Treviso sputa fuoco e fiamme (appropriata metafora considerando il tema) sui politici veneti che bloccano la costruzione di nuovi inceneritori nella nostra regione, cosa che impedisce, a suo dire, uno smaltimento definitivo, legale e proficuo in termini economici ed energetici dei rifiuti speciali.
Questo signore si può permettere di acquistare una pagina sui quotidiani ed elencare un suo decalogo che presenta l'incenerimento dei rifiuti economico, conveniente, risolutivo, salubre, innocuo.
Appuntiamoci questo nome e aggiungiamolo a quello dei tanti convinti che ogni sostanza possibilmente inquinante è innocua fino a prova contraria, soprattutto se nel frattempo consente profitto e guadagno.

Tra i testimonial a garanzia dell'incenerimento dei rifiuti ritroviamo Umberto Veronesi.. e il dubbio ritorna: quando chi proclama l'innocuità di un presunto agente inquinante è finanziato dal produttore di quello stesso agente inquinante devo fidarmi del suo giudizio?
A voi la risposta..

Tra i sostenitori della Fondazione Veronesi ci sono Acea e Veolia, società presenti in Italia nel settore energia, rifiuti, acqua.

Veolia è stata indagata nel 2008 per emissioni di diossina superiori a quelle consentite in un inceneritore da lei gestito a Pietrasanta, con centraline di rilevazione manomesse; nel 2008 il gruppo ha pagato 95,4 milioni di euro per vari casi di violazione alla normativa ambientale.

Acea nel 2007 ha ricevuto complessivamente 292 multe da parte delle autorità per violazioni alla normativa ambientale. La filiale Acea Ato2 Spa, ad esempio ha ricevuto multe per 121mila euro.



La Codardia chiede: «È sicuro?»

La Convenienza chiede: «È opportuno?»
Arriva la Vanità e chiede: «È popolare?»

La Coscienza, però, chiede: «È giusto?»
Poi arriva un momento in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né opportuna e neppure popolare, ma va presa perché la Coscienza dice che è quella giusta.
MARTIN LUTHER KING, JR.


http://www.dirittoalfuturo.it/primopiano2.html
http://www.gestionecorrettarifiuti.it/no-inceneritore/
http://www.ramazzini.it/ricerca/pdfUpload/LaStampa_22.10.2008.pdf
http://codiceedizioni.it/files/estratti/Davis_estratto.pdf

21 aprile 2010

Incontri su "Mafia e corruzione"

Confartigianato Conegliano e Comune di Gaiarine
in collaborazione con
Fondazione Berra per l'arte e la cultura

e con

l'Osservatorio Veneto sul fenomeno mafioso


organizzano 3 incontri su
MAFIA E CORRUZIONE

PROBLEMA DI IERI O ANCHE DI OGGI?


venerdì 23 aprile 2010 ore 19.00
LO SCANDALO DEI PETROLI

con

Giacomo COLETTI - Generale in congedo della Guardia di Finanza

Enzo GUIDOTTO - Presidente dell'Osservatorio

Domenico LABOZZETTA - Procuratore della Repubblica di Belluno

Mario VAUDANO - Magistrato

Raffaele VOLONTÈ - Giornalista


venerdì 30 aprile 2010 ore 20.30
MAFIA: PROBLEMA NAZIONALE

con

Vittorio BORACCETTI - Procuratore della Repubblica di Venezia

Enzo GUIDOTTO - Presidente dell'Osservatorio


venerdì 7 maggio 2010 ore 20.30
INFILTRAZIONI MAFIOSE NEL VENETO

con
Francesco Saverio PAVONE - Sostituto Procuratore Generale di Venezia

Enzo GUIDOTTO - Presidente dell'Osservatorio


Gli incontri si terranno a Villa Altan
tutta la cittadinanza è invitata


AGGIORNAMENTO !

Per un'improvvisa indisponibilità la serata con
il Sostituto Procuratore Generale di Venezia Francesco Saverio PAVONE
sarà riproposta l'11 giugno 2010 sempre a Villa Altan alle 20,30






20 aprile 2010

Semo a.. post! (18)

Castigat ridendo mores
che non significa il castigo per chi ride è la morte come vorrebbero i tristi che si prendono troppo sul serio, ma correggere i (mal)costumi deridendoli !



16 aprile 2010

26 aprile 1986 ore 01.24: Chernobyl

Un appuntamento da non perdere, un'occasione per saperne di più
26 aprile 2010, ore 20.45 Ex Chiesa San Gregorio Via G. Garibaldi - Sacile

Chernobyl l'eredità nascosta
Era il 26 aprile del 1986.
All’una e ventiquattro di notte un evento disastroso, definito come la più grande catastrofe tecnologica dell’era moderna, entrò nella storia segnando la vita di milioni di persone.
Quella notte esplose il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl.
[...]



L'accordo truffa AIEA-OMS e la disinformazione su Chernobyl
[...]
In un rapporto del 1956 dell’OMS (fra i cui relatori vi era il premio Nobel J. M. Muller) si legge:
Il patrimonio genetico è il bene più prezioso dell’essere umano.
Esso determina la vita della nostra discendenza,
lo sviluppo sano ed armonioso delle generazioni future.
In qualità di esperti affermiamo che la salute delle generazioni future è minacciata
dal crescente sviluppo dell’industria atomica e delle fonti di irradiamento…
Noi reputiamo che le nuovi mutazioni che compariranno negli esseri umani,
saranno nefaste per loro e per la loro discendenza
”.
[...]

L’efferatezza di questo accordo ha permesso, solo quattro mesi dopo l’incidente di Chernobyl (il 28-08-86) all’allora direttore generale dell’AIEA, Hans Blix, di affermare:
Il mondo potrebbe sopportare un incidente uguale a Chernobyl ogni anno”.
[...]

14 aprile 2010

L'acchiappastorie

Ed ecco un'altra interessante e bella iniziativa rivolta a genitori e bimbi
per coinvolgerli nei magici mondi dei racconti, dei libri, delle avventure, delle fantasie.


«[...] se la madre legge al bambino una fiaba, parla con lui, parla del mondo, parla dei buoni, parla dei cattivi, parla del mondo secondo divisioni semplici, secondo categorie molto molto generali, ma il bambino sa bene questo.
Gli parla di lui stesso, gli parla del mondo dei grandi.

E' un modo per discutere con lui anche se il bambino non interrompe e sta a sentire.

Ma c'è qualcosa che corre fra madre e figlio quando la madre legge la fiaba che non è soltanto il testo della fiaba, è la voce della mamma
[...]
Secondo me la voce della madre o del padre che legge ha ancora nella vita del bambino una funzione insostituibile.»
Gianni Rodari



Un uomo che legge ne vale due.
Valentino Bompiani

Soltanto due grappoli d'uva!


[...]
Allora Pinocchio ricominciò a correre per arrivare a casa della Fata prima che si facesse buio. Ma lungo la strada non potendo più reggere ai morsi terribili della fame, saltò in un campo coll'intenzione di cogliere poche ciocche d'uva moscadella. Non l'avesse mai fatto!
Appena giunto sotto la vite, crac... sentì stringersi le gambe da due ferri taglienti, che gli fecero vedere quante stelle c'erano in cielo. Il povero burattino era rimasto preso da una tagliuola appostata là da alcuni contadini per beccarvi alcune grosse faine, che erano il flagello di tutti i pollai del vicinato.Pinocchio, come potete figurarvelo, si dette a piangere, a strillare, a raccomandarsi: ma erano pianti e grida inutili, perché lì all'intorno non si vedevano case, e dalla strada non passava anima viva. Intanto si fece notte.
Un po' per lo spasimo della tagliuola, che gli segava gli stinchi, e un po' per la paura di trovarsi solo e al buio in mezzo a quei campi, il burattino principiava quasi a svenirsi;



quando a un tratto vedendosi passare una Lucciola di sul capo, la chiamò e le disse:
- O Lucciolina, mi faresti la carità di liberarmi da questo supplizio?...
- Povero figliuolo! - replicò la Lucciola, fermandosi impietosita a guardarlo. - Come mai sei rimasto colle gambe attanagliate fra codesti ferri arrotati?
- Sono entrato nel campo per cogliere due grappoli di quest'uva moscadella, e...
- Ma l'uva era tua?
- No...
- E allora chi t'ha insegnato a portar via la roba degli altri?...
- Avevo fame...
- La fame, ragazzo mio, non è una buona ragione per potere appropriarsi la roba che non è nostra...
- È vero, è vero! - gridò Pinocchio piangendo, - ma un'altra volta non lo farò più.
A questo punto il dialogo fu interrotto da un piccolissimo rumore di passi, che si avvicinavano. Era il padrone del campo che veniva in punta di piedi a vedere se qualcuna di quelle faine, che mangiavano di nottetempo i polli, fosse rimasta al trabocchetto della tagliuola.
E la sua maraviglia fu grandissima quando, tirata fuori la lanterna di sotto il pastrano, s'accorse che, invece di una faina, c'era rimasto preso un ragazzo.
- Ah, ladracchiòlo! - disse il contadino incollerito, - dunque sei tu che mi porti via le galline?
- Io no, io no! - gridò Pinocchio, singhiozzando. - Io sono entrato nel campo per prendere soltanto due grappoli d'uva!...
- Chi ruba l'uva è capacissimo di rubare anche i polli. Lascia fare a me, che ti darò una lezione da ricordartene per un pezzo.
[...]